Capitolo 2
Apparte le tigri, direi che l’unica difficoltà di questa prima parte siano i passaggi nascosti e l’altitudine. Una cosuccia! Infine Lara giunge davanti ad una strana porta con uno strano simbolo sopra:

Improvvisamente qualcuno comincia a sparargli alle spalle,

e lei con grande agilità evita i colpi tirando uno spintone all’uomo dietro, facendogli perdere l’arma e cadere al suolo.
“Coff...coff!” tossisce l’uomo



“Scusami tanto se questo era solo il tuo modo di aprirmi le porte!”


“Ah,ah,ah! Con un mitra il mio porta chiavi!”

“Adesso non più! Vai pure avanti!”

“Qualche cosa mi dice che in te non scorre sangue de monaco!”


“E quel qualcosa è saldamente schierato dalla mia parte! Cosa mi dici del pugnale di Xian? Potrei averti sulla mia coscienza!”

“Queste porte attendono l’avvento del prescelto e il momento opportuno! Solo allora la lama del pugnale renderà onore ai cuori di coloro che credono! A meno che tu non sappia provare la tua lealtà!”

“E a chi dovrei dimostrarla?”

“Ai peccati e alle fortune di Marco Bartoli!” e così dicendo apre una borraccia e ne beve il contenuto: tossisce un po e poi


cade privo di vita. “Forse non è ancora il momento!” escalama Lara riponendo le armi.


Al portatile:
“Aha! Gianni Bartoli! Via Caravelli, Venezia!” Lara scopre che il pugnale è in possesso della Fiamma Nera, una setta di fanatici che cerca di sfruttarne i poteri mitici, che ha sede a Venezia, in Italia.


