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Capitoli · Shadow of the Cat

Capitolo 1

Tomb Raider Gold · Shadow of the Cat

SHADOW OF THE CAT

INTRODUZIONE

Lara Croft, la grande avventuriera, che è riuscita a sopravvivere all’apocalittica battaglia contro i tre antichi imperatori del leggendario continente di Atlantide, stà ora pilotando uno yacht con l’intento di fuggire dall’isola maledetta. Il fumo e le macerie causate dalla grande esplosione che pervade sull’isola di Atlantide, ondeggiano sul mare tutt’intorno. Lara nel suo fuggire nel Mare Mediterraneo, non riesce a non pensare alla bellissima statua di gatto che aveva visto nella città di Khamoon. “E’ un peccato abbandonare l’Egitto così...” pensa Lara tra se e se, “Avrei voluto dedicare più tempo all’esaminazione degli artefatti di laggiù”. Incapace di pensare ad altro, Lara cambia tragitto e si dirige a sud-est verso l’Egitto. “Ahhh bene, non avevo nient’altro da fare oggi!” esclama con un sorriso.

IL SOUVENIR

Giunta in Egitto, Lara si mette in contatto con il governo Egiziano e con il loro aiuto, raduna un team di archeologhi e li conduce nella città di Khamoon. Non appena entra nella città, Lara scorge una delle meravigliose statue, e comincia a studiarla nelle sue forme e ad ammirarla. In particolare nota un gioiello incastonato su di essa che brilla alla luce del sole, dopo così tanti anni.

“Vedo che quella statua ti affascina!” esclama il professor Nassar Malik, il capo del team di archeologi, rivolgendosi a Lara.

“Oh, si,” risponde sorridendo “è bellissima!” senza distogliere lo sguardo dalla statua. Malik sorride e si allontana.

Dopo un po di giorni, Lara riporta il team degli archeologhi nel luogo di accampamento. Con un fare triste, poi, torna da Malik e gli chiede “Bhe, penso che ora ti sarai un po ambientato questa città! Penso che sia giunto il momento per me di tornare a casa. Questo scavo sembra che sia in buone mani!” E così dicendo, Lara indica il gruppo degli archeologhi.

“Ci lasci così presto?” chiede Malik. “Noi saremmo delle terribili persone se ti lasciamo andare a mani vuote,” Malik comincia a sorridere. “Ovviamente accetterai un piccolo souvenir per tutto questo tempo passato con noi.” Così dicendo, Malik indica un gruppo del team con in mano un largo oggetto avvolto da un telo.

La faccia di Lara cominciò a brillare, nonappena la sua mano solleva una parte del telo “Nassar, non dovevi,” esclama “Questo appartiene all’Egitto.”

“Senza di te non avremmo mai scoperto che esistono queste rovine. Ne ho parlato con governo, e noi vorremo regalarti questa statua per la tua collezione privata,” annuncia Malik con una voce statica.

Così Lara accetta il dono e il team carica la statua sulla sua Land Rover. Lei dice i suoi ringraziamenti e poi sale in macchina.

“Fai attenzione lungo la strada per il Cairo,” la raccomanda Marco, “Per qualche ragione, questa regione è particolarmente pericolosa per l’inondazione e molte strade sono state spazate via. Infatti, mi dispiace di non poter restare quì ancora a lungo, perchè l’inondazione arriverà da un momento all’altro.” Lara guidando si guarda nello specchio e facendo una smorfia pensa “Oh Dio come sono sporca! Ho urgente bisogno di una lavata e di una tazza di the.”

Alla fine, Lara arriva alla sua casa nel Surrey in Inghilterra e posiziona la statua nella sua stanza segreta allestita per gli artefatti recuperati. Poi sale le scale e chiude a chiave la porta dietro di se.

IL RITORNO IN EGITTO

Alcune settimane dopo, Lara trova il tempo per ammirare l’ultimo artefatto acquisito. La statua del Gatto si erge al massimo della sua bellezza e Lara comincia ad esaminarla. Dietro la statua ci sono delle inscrizioni di geroglifici. Velocemente comincia a decifrare la parte del testo che riesce a riconoscere e scopre che in questa statua c’è di più della sua bellezza. Trascrive il geroglifico e lo porta nella sua libreria. Consulta la sua collezione di testi archeologici e scopre che, fra gli abitanti della regione di Khamoon, c’era un potere religioso che promuoveva le navi da guera dei gatti. Loro veneravano i gatti come delle divinità e scolpivano molte immagini di gatto. Questo includeva una statua di un meraviglioso gatto gigante le cui misure rivaleggiavano con una delle sette meraviglie del mondo, l’antico Colossus di Rodi. D’altronde, l’esistenza di questa statua monolitica è sempre stata considerata un mito dagli archeologi. Per la sorpresa di Lara, la statua del gatto che aveva ricevuto come dono aveva un’iscrizione che indicava in modo approssimativo il luogo di questa statua gigante. Inoltre, l’iscrizione sulla statua diceva che, sebbene le acque del Nilo si accumulino e lo nascondono annualmente, una volta ogni cento anni le acque sono così violenti che il risultato dell’inondazione rileva una piccola porsione della città di Khamoon che era nascosta dalla sabbia dell’Egitto. “Potrebbe significare che...” Il cuore di Lara comincia a battere più forte per l’eccitazione nonappena le ritornano a mente le inondazioni che pervadevano in Egitto appena poche settimane fa. Compì quindi alcuni calcoli matematici, convertendo dal sistema delle date dell’antico Egitto a quello moderno. “Ma tu guarda! Sembra che questo anno sarà proprio uno di quelli dell’inondazione.

La grande archeologa, si imbarca in un aspedizione a Khamoon per vedere se quelle rovine esistono veramente. Non riesce a capire il motivo per il quale un’oggetto così grande possa essersi nascosto così bene e così a lungo dall’occhio umano, specialmente al giorno d’oggi con i sofisticati satelliti geografici. Persino trovare le rovine di una tale struttura, può rivelarsi difficile. Lara arriva a Kamoon appena alla fine delle inondazioni, nel momento in cui le acque fuoriuscite dal fiume Nilo cominciano lentamente a prosciugarsi. “Curioso...” pensa Lara perplessa “ Il paesaggio di quest’area integra è completamente cambiato. Se non avessi controllato approfonditamente la mappa, penserei che questa non fosse l’entrata di Khamoon!” Stranamente l’originale entrata di Khamoon appare sigillata. La notte non tarda a giungere mentre Lara cerca un’altro modo di entrare. Non avendo scelta, si arrampica sul muro, lo scala fino in cima, e poi si lascia cadere al di la di quello in un ampio spazio dov ec’è una sorta di porta a trappola nel pavimento “Mmmm...Sono certa che prima questa porta non c’era...”

Così dicendo si avvicina e vi cade dentro fino a raggiungere un luogo che non aveva mai visto durante la sua prima spedizione. Era un mondo quasi del tutto affogato dall’acqua ma le cui rovine, cunicoli e reperti potevano essere facilmente notati.

Immagine del racconto, capitolo 1

Lara estasiata dalla grande scoperta non tarda a tuffarsi e a recuperare quello che può nuotando verso le più profonde acque e sfruttando le sue grandi capacità di restare sott’acqua senza respirare.

Immagine del racconto, capitolo 1
Immagine del racconto, capitolo 1

Mentre esplora sotto la superficie, avverte un leggero spostamento, come se ci fosse qualcun’altro sott’acqua. Si gira e... un’enorme coccodrillo le stà arrivando alle spalle a tutta velocità. Raccoglie tutte le sue forze e comincia a nuotare più veloce che può per allontanarsi. Il coccodrillo l’ha colta alla sprovvista, e si avvicina sempre, sempre di più.

Immagine del racconto, capitolo 1
Immagine del racconto, capitolo 1

Lara è spacciata! Ma ecco che scorge davanti a se un cunicolo abbastanza stretto. Ci si infila di traverso appena un’attimo prima che il coccodrillo riesca a raggiungerla e ad addentarla. Quì è al sicuro: il coccodrillo è troppo grosso per poterci passare. Ma il sospiro di sollievo non può ancora prenderlo! Non ha più aria nei polmoni! Il corpo le si affloscia piano piano, e comincia a bere. Che fare? Che fare? Ma... il cunicolo non è finito! C’è un piccolo passaggio nascosto dalle alghe! Non ce la fa a raggiungerlo: è troppo debole. Ma Lara non si dà per vinta: si aggrappa alle alghe e si spinge verso il cunicolo con le poche forze che ha e finalmente... aria!

Immagine del racconto, capitolo 1

Si aggrappa al bordo e si trascina verso la riva, respirando e tossendo e recuperando piano piano tutte le forze. Infine ricaricata al massimo, si alza in piedi e percorre a corsa il corridoio fino a imbattersi in una stanza con un fucile e alcune cartucce.

Immagine del racconto, capitolo 1

“Queste potrebbero essermi utili!” esclama raccogliendo il tutto.

Immagine del racconto, capitolo 1
Immagine del racconto, capitolo 1

Racconto originale del 2005 · testi e immagini dell'autore